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Lo Schermo Bianco – Programmazione 21 ottobre – 14 novembre

In corso

Programmazione

France di Bruno Dumont
21 ottobre, h. 21
22 ottobre, h. 21
23 ottobre, h. 21
24 ottobre, h. 17.30 | 20.30
25 ottobre, h. 21 / in lingua originale, sottotitolato
France de Meurs è una stella del giornalismo che brilla su un canale di informazione e nei reportage sul Medioriente. Priva di scrupoli e di qualsiasi valore deontologico, gestisce la sua famiglia come la sua équipe, con cinismo e je-m’en-foutisme. Ma un giorno tampona Baptiste, un povero diavolo che fa consegne a domicilio, e il suo piccolo circo mediatico collassa. La depressione è dietro l’angolo, il congedo pure. France ripiega su una clinica privata e progetta la redenzione davanti alle montagne svizzere e tra le braccia di un amante occasionale.
Tra la commedia e il dramma, sostenuto da una Lea Seydoux perfettamente in parte, France è un inno al cinema e alla sua capacità di creare e narrare storie. Ma allo stesso tempo è un atto d’accusa, neanche tanto velato, ad un atteggiamento che sta modificando sempre più tutti quanti noi e con il quale, prima o poi, come la protagonista, dovremo fare i conti.

 

Josep di Aurel
26 Ottobre, h. 21
Febbraio 1939. Travolto dall’ondata di repubblicani in fuga dalla dittatura di Franco, la soluzione del governo francese consiste nel confinare i profughi spagnoli in campi di concentramento dove non hanno altra scelta che costruire i propri rifugi, nutrirsi dei cavalli che li hanno accompagnati al di fuori del loro Paese, e morire a centinaia per mancanza di igiene e acqua. In uno di questi campi, due uomini, separati dal filo spinato, diventeranno amici. Uno è un gendarme, l’altro è Josep Bartoli (Barcellona 1910 – New York 1995), un vignettista che combatte contro il regime di Franco.

«Mi piace dire che Josep è un film disegnato. Volevo rendere omaggio alla professione e al mezzo espressivo che mi lega a Josep, ovvero il disegno. E i disegni di giornale in particolare che, nella loro forma, devono essere iper espressivi, eseguiti rapidamente (a causa dei vincoli di tempo imposti dalla stampa), letti rapidamente e soprattutto dedicati a riassumere un’azione in un unico disegno. Anche la graphic novel, che è un’arte sequenziale, può contare su una sequenza di casi per raccontare una singola azione. Ma per le vignette sui giornali è necessario riassumere un movimento in un unico disegno. Gli conferisce una forza unica che volevo portare su schermo. Ecco perché, in tutto il flashback del film all’interno dei campi di concentramento, la mise en scène si basa su un disegno senza movimento. Ho rimosso tutti i gesti superflui, facendo uso dell’animazione solo nei momenti magici, quando il ricordo viene animato prendendo, così, vita». (Aurel)

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.

 

Effetto notte di di François Truffaut
27 ottobre, h. 21
A Nizza un regista gira la storia di una sposina che fugge col suocero, e il set vive la mobilitazione incrociata di crisi e sentimenti tra personaggi della finzione e della realtà. Celebratissimo (premio Oscar per il miglior film straniero), e il più sincero e interessante, tra i film sull’amour du cinéma: Truffaut rende omaggio a Welles, a Renoir, a Hitchcock, ma soprattutto dà splendida messinscena «alla domanda che mi tormenta da trent’anni: il cinema è più importante della vita? […] Non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti, i film vanno avanti come treni nella notte». Effetto notte è il ‘film su un film’ per eccellenza, un vertiginoso gioco di specchi fra realtà e finzione. «Sei un bugiardo» scrive Godard al regista dei 400 colpi dopo averlo visto. Ma cosa sono per Truffaut i film se non il più meraviglioso degli inganni.

 

Havel di Slávek Horák
02 Novembre, h. 21

Quando la Russia sovietica invade la Cecoslovacchia, Václav Havel deve lottare non solo con i nuovi ostacoli politici che minacciano la sua vita, ma anche con la sua identità di abile drammaturgo. Nel corso dei due decenni successivi, Havel rischia tutto in nome della libertà e della rivoluzione, guidando un formidabile movimento di resistenza con la costante minaccia di essere imprigionato o ucciso. Nonostante abbia pagato un prezzo pesante per il suo coinvolgimento, Havel risorge dalle ceneri conquistando sorprendenti vittorie politiche e diventando il primo presidente della nuova Repubblica Ceca.

«Il film parla di un uomo che ha deciso di combattere l’ingiustizia, è andato in prigione per le sue convinzioni ed è quasi morto per difendere la sua verità. È la storia di un uomo che incolpava così tanto la sua unica esitazione da continuare ad ascoltare solo la voce della sua coscienza diventando, così, un esempio per il mondo intero – nonostante tutte le imperfezioni e le contraddizioni umane a volte assurde che hanno caratterizzato, talvolta, la sua vita». Slávek Horák

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.

 

Killing Time di Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli
09 Novembre, h. 21
Quanto dura una giornata per chi non sa quanto dovrà aspettare?  La condizione di attesa vissuta dai migranti nei campi rifugiati diviene territorio di esplorazione per una riflessione sulla relazione tempo-essere umano. L’attesa come vuoto esistenziale e condizione universale, viene amplificata dalle situazioni di stasi che vivono i personaggi. Piccoli gesti quotidiani e ritualità delle giornate ci portano nell’intimità dei personaggi, osservando diversità e caratteristiche di ognuno.

«Con questo film abbiamo voluto raccontare la sospensione temporale che i migranti vivono nei campi rifugiati. Noi abbiamo girato in Grecia, vicino a Thessaloníki, ma la situazione è simile in molti altri luoghi, come abbiamo potuto verificare visitando altri campi. I migranti aspettano per anni una risposta alla loro richiesta d’asilo nell’immobilità più totale e nell’impossibilità di costruire un presente e un futuro, per sé e per la propria famiglia. 
L’intento di Killing Time è di portare lo spettatore a condividere quel tempo e quello spazio con loro. I protagonisti del film ci hanno accolto nelle loro tende e nella loro intimità, senza filtri. Questo è stato possibile dopo un lungo periodo di contatto con le persone, avvenuto attraverso il lavoro di volontariato svolto da Valeria Testagrossa nel campo, esperienza durante la quale nasce l’esigenza di narrare questa storia. Confrontandoci con gli abitanti del campo ci siamo infatti resi conto che la tematica del tempo vuoto era quella che più gli interessava descrivere. Inoltre l’esperienza umana vissuta all’interno di questi luoghi ci sembrava un argomento poco affrontato da televisioni e giornali, e abbiamo pensato che un film potesse essere uno strumento potente per raccontarlo».
 (Andrea Zambelli)

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.
Con la presenza in sala dei registi.

 

La casa dell’amore di Luca Ferri
14 novembre, h. 21
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria: https://lab80.18tickets.it/film/14957
In collaborazione con The Blank Contemporary Art
Bianca è una transessuale di 39 anni. Vive a Milano dal 2009 e di professione fa la prostituta.
Da vent’anni anni è fidanzata con Natasha, una trans di origini giapponesi che vive temporaneamente in Brasile.
Il loro legame è molto forte e la distanza non lo ha indebolito.
Il film racconta la loro storia d’amore fatta di lunghe telefonate e ancor più lunghe attese.
Per questioni lavorative e familiari non si vedono da quasi due anni. Il tempo passato senza Natasha è scandito dai clienti, per lo più abituali, e dalle loro richieste. Col tempo Bianca si è anche affezionata a loro ma i suoi pensieri sono sempre per Natasha, che finalmente sta tornando.

Info e biglietti

Ingresso:
Intero: 6,50 € | Ridotto: 5,50 € | Soci Lab 80: 4,50 € | Carnet da 5 ingressi riservato ai soci: 18 €

Consulta qui la programmazione.
Acquista qui i biglietti online

Puoi raggiungere Lo Schermo Bianco a piedi, in bicicletta (lungo la ciclabile urbana), in auto (il posto è dotato di comodi parcheggi) o con i mezzi (Linea 7).

Modalità di accesso
I posti a sedere sono limitati rispetto alla capienza usuale, pertanto è sempre preferibile acquistare i biglietti online per avere la garanzia del posto.

A coloro che non hanno acquistato i biglietti in prevendita, verrà chiesto nominativo e contatto telefonico o mail che rimarrà archiviato per 14 giorni. I vostri contatti non verranno utilizzati per altri fini né ceduti a terzi.

Per una questione di sicurezza, al fine di mantenere la distanza di sicurezza tra gli spettatori, nella sala non è possibile acquistare più di 4 posti contigui.

L’accesso alla sala è consentito esclusivamente a soggetti muniti di Green Pass, il quale attesta che il soggetto abbia effettuato la vaccinazione anti Covid-19, sia negativo al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore oppure sia guarito da Covid-19 negli ultimi sei mesi.

La verifica del Green Pass sarà effettuata prima dell’ingresso in sala esibendo il QR code unitamente ad un documento di identità valido. Coloro che non fossero provvisti di entrambi i documenti, non saranno ammessi alla sala.

Prima dell’accesso potrà essere misurata la temperatura corporea; presso la cassa, durante le proiezioni e all’uscita, va mantenuta la distanza di sicurezza di 1 metro e, anche durante la proiezione, è obbligatorio l’utilizzo della mascherina chirurgica (o superiore FPP).

L’ingresso è provvisto di igienizzante per le mani. I servizi igienici e le sedute sono igienizzate quotidianamente.