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Lo Schermo Bianco – Al cuore dei conflitti

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Dal 12 ottobre al 9 novembre per 5 martedì a Lo Schermo Bianco torna Al cuore dei conflitti: cinque film, cinque visioni e riflessioni sui conflitti geopolitici, urbani, razziali e di classe, che assillano numerose zone del pianeta.

L’undicesima edizione tocca cinque Paesi ma parla del mondo, della sua storia recente e contemporanea, delle guerre che ne stravolgono la geografia fisica e umana: Bulgaria, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Grecia fanno da teatro a storie di uomini e donne che combattono contro i pregiudizi, le condizioni di restrizione fisica e psicologica, lo schiacciamento della propria identità, per riuscire a conquistare un futuro dignitoso e le condizioni di un’esistenza decorosa.

Dal dramma dei migranti raccontato con humor (bianco e) nero di Strah – Fear, alla storia di un Presidente drammaturgo, Havel. Dalla memoria e dolore della strage del Teatro Dubrovka di Mosca in Konferentsiya – Conference ai campi rifugiati tra incertezza e attesa di Killing Time e quelli di contenimento del regime franchista in Josep.

 

Programmazione

19 Ottobre, h. 21.00
Konferentsiya – Conference di Ivan I. Tverdovskiy
Natalia, una suora in un remoto monastero russo, torna a Mosca diciassette anni dopo l’attacco terroristico al Teatro Dubrovka. È tornata in quel luogo per organizzare una serata commemorativa in onore delle vittime dell’attacco, avvenuto nell’ottobre 2002. Presto si viene a sapere che Natalia e la sua famiglia sono tra i testimoni di quel tragico evento. Quasi dimenticati dal mondo, le persone che partecipano alla commemorazione, anzi alla Conferenza (come è stato loro chiesto di chiamare ufficialmente l’incontro), sono trattate come un peso dal resto della società. Mentre si alternano i ricordi di quei tragici eventi attraverso la voce di alcuni testimoni, emergono i dettagli oscuri della storia personale di Natalia.

«Konferentsiya segue le vicende di una famiglia vulnerabile sullo sfondo di una delle maggiori tragedie russe del Ventunesimo secolo. Il film, cercando di riflettere cinematograficamente su quei tragici eventi, inizia con una storia privata per poi procedere oltre. Il mio scopo principale è di esplorare la natura della paura. Natasha, la protagonista, sembra prendere nuovamente in ostaggio gli ospiti della serata commemorativa, per ricordare e rivivere quel terribile momento della sua vita. Riusciremo noi e lei a superare la paura e trovare un modo per andare avanti?» (Ivan I. Tverdovskiy)

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.

26 Ottobre, h. 21.00
Josep di Aurel
Febbraio 1939. Travolto dall’ondata di repubblicani in fuga dalla dittatura di Franco, la soluzione del governo francese consiste nel confinare i profughi spagnoli in campi di concentramento dove non hanno altra scelta che costruire i propri rifugi, nutrirsi dei cavalli che li hanno accompagnati al di fuori del loro Paese, e morire a centinaia per mancanza di igiene e acqua. In uno di questi campi, due uomini, separati dal filo spinato, diventeranno amici. Uno è un gendarme, l’altro è Josep Bartoli (Barcellona 1910 – New York 1995), un vignettista che combatte contro il regime di Franco.

«Mi piace dire che Josep è un film disegnato. Volevo rendere omaggio alla professione e al mezzo espressivo che mi lega a Josep, ovvero il disegno. E i disegni di giornale in particolare che, nella loro forma, devono essere iper espressivi, eseguiti rapidamente (a causa dei vincoli di tempo imposti dalla stampa), letti rapidamente e soprattutto dedicati a riassumere un’azione in un unico disegno. Anche la graphic novel, che è un’arte sequenziale, può contare su una sequenza di casi per raccontare una singola azione. Ma per le vignette sui giornali è necessario riassumere un movimento in un unico disegno. Gli conferisce una forza unica che volevo portare su schermo. Ecco perché, in tutto il flashback del film all’interno dei campi di concentramento, la mise en scène si basa su un disegno senza movimento. Ho rimosso tutti i gesti superflui, facendo uso dell’animazione solo nei momenti magici, quando il ricordo viene animato prendendo, così, vita». (Aurel)

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.

02 Novembre, h. 21.00
Havel di Slávek Horák

Quando la Russia sovietica invade la Cecoslovacchia, Václav Havel deve lottare non solo con i nuovi ostacoli politici che minacciano la sua vita, ma anche con la sua identità di abile drammaturgo. Nel corso dei due decenni successivi, Havel rischia tutto in nome della libertà e della rivoluzione, guidando un formidabile movimento di resistenza con la costante minaccia di essere imprigionato o ucciso. Nonostante abbia pagato un prezzo pesante per il suo coinvolgimento, Havel risorge dalle ceneri conquistando sorprendenti vittorie politiche e diventando il primo presidente della nuova Repubblica Ceca.

«Il film parla di un uomo che ha deciso di combattere l’ingiustizia, è andato in prigione per le sue convinzioni ed è quasi morto per difendere la sua verità. È la storia di un uomo che incolpava così tanto la sua unica esitazione da continuare ad ascoltare solo la voce della sua coscienza diventando, così, un esempio per il mondo intero – nonostante tutte le imperfezioni e le contraddizioni umane a volte assurde che hanno caratterizzato, talvolta, la sua vita». Slávek Horák

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.

09 Novembre, h. 21.00
Killing Time di Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli

Quanto dura una giornata per chi non sa quanto dovrà aspettare?  La condizione di attesa vissuta dai migranti nei campi rifugiati diviene territorio di esplorazione per una riflessione sulla relazione tempo-essere umano. L’attesa come vuoto esistenziale e condizione universale, viene amplificata dalle situazioni di stasi che vivono i personaggi. Piccoli gesti quotidiani e ritualità delle giornate ci portano nell’intimità dei personaggi, osservando diversità e caratteristiche di ognuno.

«Con questo film abbiamo voluto raccontare la sospensione temporale che i migranti vivono nei campi rifugiati. Noi abbiamo girato in Grecia, vicino a Thessaloníki, ma la situazione è simile in molti altri luoghi, come abbiamo potuto verificare visitando altri campi. I migranti aspettano per anni una risposta alla loro richiesta d’asilo nell’immobilità più totale e nell’impossibilità di costruire un presente e un futuro, per sé e per la propria famiglia. 
L’intento di Killing Time è di portare lo spettatore a condividere quel tempo e quello spazio con loro. I protagonisti del film ci hanno accolto nelle loro tende e nella loro intimità, senza filtri. Questo è stato possibile dopo un lungo periodo di contatto con le persone, avvenuto attraverso il lavoro di volontariato svolto da Valeria Testagrossa nel campo, esperienza durante la quale nasce l’esigenza di narrare questa storia. Confrontandoci con gli abitanti del campo ci siamo infatti resi conto che la tematica del tempo vuoto era quella che più gli interessava descrivere. Inoltre l’esperienza umana vissuta all’interno di questi luoghi ci sembrava un argomento poco affrontato da televisioni e giornali, e abbiamo pensato che un film potesse essere uno strumento potente per raccontarlo».
 (Andrea Zambelli)

In versione originale, con i sottotitoli in italiano.
Con la presenza in sala dei registi.

Info e biglietti

Ingresso:
Intero: 6,50 € | Ridotto: 5,50 € | Soci Lab 80: 4,50 € | Carnet da 5 ingressi riservato ai soci: 18 €
*Per Titane di Julia Ducournau solo sabato 2 e domenica 3 Ottobre:
Intero: 7,50 € | Ridotto: 6,50 € |Soci Lab 80: 5,50 € | Carnet da 5 ingressi riservato ai soci: 18 €

Consulta qui la programmazione.
Acquista qui i biglietti online

Puoi raggiungere Lo Schermo Bianco a piedi, in bicicletta (lungo la ciclabile urbana), in auto (il posto è dotato di comodi parcheggi) o con i mezzi (Linea 7).

Modalità di accesso
I posti a sedere sono limitati rispetto alla capienza usuale, pertanto è sempre preferibile acquistare i biglietti online per avere la garanzia del posto.

A coloro che non hanno acquistato i biglietti in prevendita, verrà chiesto nominativo e contatto telefonico o mail che rimarrà archiviato per 14 giorni. I vostri contatti non verranno utilizzati per altri fini né ceduti a terzi.

Per una questione di sicurezza, al fine di mantenere la distanza di sicurezza tra gli spettatori, nella sala non è possibile acquistare più di 4 posti contigui.

L’accesso alla sala è consentito esclusivamente a soggetti muniti di Green Pass, il quale attesta che il soggetto abbia effettuato la vaccinazione anti Covid-19, sia negativo al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore oppure sia guarito da Covid-19 negli ultimi sei mesi.

La verifica del Green Pass sarà effettuata prima dell’ingresso in sala esibendo il QR code unitamente ad un documento di identità valido. Coloro che non fossero provvisti di entrambi i documenti, non saranno ammessi alla sala.

Prima dell’accesso potrà essere misurata la temperatura corporea; presso la cassa, durante le proiezioni e all’uscita, va mantenuta la distanza di sicurezza di 1 metro e, anche durante la proiezione, è obbligatorio l’utilizzo della mascherina chirurgica (o superiore FPP).

L’ingresso è provvisto di igienizzante per le mani. I servizi igienici e le sedute sono igienizzate quotidianamente.